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Visualizzazione dei post da febbraio, 2025

Il romanzo (e la sua lettura)

Secoli di cultura elitaria e legata allo stato sociale hanno cristallizzato l'idea che "l'avido lettore", la persona colta, sia colui che legge romanzi. Il romanzo è la lettura "aulica" per eccellenza. Nessuno si sognerebbe mai di schifare qualcuno per non aver mai letto un libro di anatomia ma è comune che ci si senta superiori perché abbiamo letto "Cime tempestose" mentre altri no. Questo ci nobilita, ci eleva. Sembra quasi poter essere una velata accusa. "Non ha mai letto nemmeno i Malavoglia" è una frase credibile, che ha una grammaticalità sociale. Non si può dire lo stesso se proviamo a sostituire i Malavoglia con Romatoday. Pure se meno utile socialmente e singolarmente di un articolo di giornale sulla crisi climatica o di un'inchiesta sulle narcomafie, il romanzo è la perla della produzione scritta. Se chiedi quanti libri legge qualcuno l'anno intendi romanzi. Se parli di uno che ha letto tanto intendi romanzi. Sull'in...