Passa ai contenuti principali

Lo scrocchio. Semiologia della manipolazione spinale.

Lo scrocchio, l’aggiustamento delle ossa, la rimessa in bolla e in linea del corpo. Questo e tanto altro è la manipolazione spinale.
Avvertenza:
Qui non si fa scienza, almeno nella forma istituzionale che conosciamo, la semiologia è opera della dialettica e la dialettica è la scienza informale, ecumenica, per eccellenza.
Mito moderno, mito dei social, frotte di scrocchiatori si mostrano nella performance di questo gesto misterioso. Il primo livello di analisi, la denotazione, comunica quindi aggiustamento. L’idea meccanicistica del corpo in nessun gesto è tanto presente. Troviamo tra osteopati, chiropratici e tutta la varietà dei “bonesetter” parole chiave, evocazioni limpide: “aggiustamento” “ora sei allineato” “normalizzazione” “la vertebra è ruotata e ora la rimettiamo a posto”. Frasi comuni, soprattutto rituali, funzionali ad un grande incantesimo.
I detrattori parlano di pericolosità della manipolazione spinale, paradossalmente facendo il gioco di chi la pone come il più sofisticato atto di terapia manuale. Quello che è pericoloso muove il corpo, lo perturba internamente e profondamente. Esattamente come nel rituale positivo. Cambia solo l’output, il processo è lo stesso. Nella realtà, quella dei fatti e della scienza, la manipolazione spinale pone pochi problemi, peraltro comparabili o inferiori a quella di altre scelte terapeutiche. Basti sapere che uno starnuto è statisticamente più presente in letteratura scientifica per la VAD (dissezione dell’arteria vertebrale, il grande spauracchio dei detrattori) rispetto alle manipolazioni cervicali alte. Uno studio su quasi 100 milioni di persone assicurate in Canada, ha confrontato tra chi aveva ricevuto manipolazione chiropratica e chi aveva visto solo il medico nei giorni prima di un ictus.
Risultato: nessuna differenza significativa nel rischio tra i due gruppi.
Quindi il rischio attribuito alle manipolazioni potrebbe essere un artefatto statistico.
Gesto intenso, gesto profondo, detrattori e fautori non riescono a liberarsi dei segni che evoca. Accettare che è soltanto una delle scelte terapeutiche possibili, né più potente né più pericolosa di altre, inutile in molte circostanze, utile in poche e selezionate, pericolosa in casi men che rari è difficilissimo. Per tutti. Fautori e detrattori.
Il mito dell’osso che torna al posto, della precisione chirurgica, del crack. Secondo uno studio circa la metà delle persone che subiscono una manipolazione crede che lo scrocchio, il suono, sia la prova del movimento osseo, del riposizionamento. Sempre secondo gli studi non si osserva differenza terapeutica se lo scrocchio avviene o meno. E’ un dettaglio per la scienza, per l’uomo e i suoi simboli no. Il rumore è vibrazione e la vibrazione è movimento. Non ci giriamo forse di scatto se soli in casa sentiamo un rumore? Il rumore è presenza, è moto, è l’altro, è il fuori. Nelle manipolazioni tutta questa evocazione parte dall’interno del corpo e la magia è fatta. Se per linguaggio comune tutti abbiamo detto “tutto a posto”, “adesso tutto è tornato al posto giusto”, “non mi sento in linea con…” “mi sono sbloccato”, il ricalco del linguaggio esistenziale in chiave terapeutica è potentissimo. L'idea sottintesa è che qualcuno possa ricondurci ad uno stato primigenio ove non eravamo corrotti, ove il tempo e gli urti della vita ancora non esistevano. La lettura è di ripristino della purezza iniziale, quella che abbiamo perso con i nostri traumi, traumi di qualunque tipo. Questa suggestione è talmente potente che non è raro imbattersi nel fenomeno del cosiddetto "emotional release", il paziente scoppia in lacrime dopo la manipolazione oppure si emoziona molto. Qualcuno gli ha tolto le cose fuori posto, adesso è di nuovo giusto, puro, come era, come prima di un dopo che lo ha cambiato. Il riposizionamento è un viaggio nel tempo e un'assoluzione di un sacerdote laico ai peccati del paziente. Ego te absolvo, perdono le tue colpe e ti concedo di riprovarci senza il peso dei tuoi peccati, che sono la tua vita stessa.
Mito anche della precisione, la lenta preparazione, la messa in posizione, il gesto fulmineo, la velocità. 
Insomma la manipolazione non è nella realtà né troppo né poco, né utile né inutile, per il nostro cervello collegato ancora a suggestioni sciamaniche, a rituali della salute, a gesti scaramantici più che terapeutici è molto di più. Il mondo dei segni è parte dell’uomo come le sue ossa.
E quando qualcosa tocca le corde profonde di un consumatore, si vende bene.

Post popolari in questo blog

Il Maschio

Maschio, maschione, maschiaccio. Quando sono andato dalla suora del nido di mio figlio a chiedere se il piccolo facesse casino la risposta è stata chiara. Il piccoletto a casa è un terremoto, è prepotente, è impunito, tira le cose, è fisico, anche eccessivamente. La risposta, con l'aria di chi dice una cosa ovvia e divertita, è stata: “è maschio. È un maschione”. la connotazione del maschio è quindi circa questa: rozzezza, violenza, prepotenza, forza fisica, irruenza, azione. In questo senso il maschio / uomo viene ben definito da alcuni modi di dire che usiamo o abbiamo usato circa tutti: “L'uomo è cacciatore” “L'uomo vero non piange”. La dicotomia maschile/ femminile passa per altro da schemi semplici ma universalmente riconosciuti e noti: maschile è logico, dominante e forte; femminile è emotivo, sottomesso, debole. La società non riesce a distaccarsi da questa concezione così come gli uomini stessi. Non importa se addirittura nella cultura pop esistano prove di una masc...

Lo yoga

Lo yoga, disciplina sempreverde e sempre praticata. Buono per tutte le stagioni e tutte le età, ma cosa evoca? Quali simboli si nascondono dietro la moderna declinazione dello yoga? La sua apparenza è di salutismo, introspezione, autoanalisi, superamento dei propri limiti. Nella sua versione social, però, anche tanta sensualità. Gli "yoga pant" sono un altarino addirittura dei siti porno che ne fanno filone a sé. Basta vedere le moderne insegnanti su instagram per trovarsi, diciamo così, lontani dal concetto di ascetismo, del qui ed ora, di riequilibrio energetico. Conta mostrarsi ed essere piacenti. Resi eterei dal quel connubio di spirito e corporeità. Corporeità che sembra più "Olympia" di Leni Riefenstahl che non i flaccidi guru indiani dello yoga delle foto in bianco e nero disponibili sul web. Segno dunque anche di universalismo culturale, di sincretismo e per i più ribelli anche di terzomondismo. Buono per evoliani e guevaristi lo yoga incarna la contraddizio...