Duck Face, ovvero la tipica posa social ed in generale fotografica, di un individuo, sovente di sesso femminile, con le labbra strette e protese avanti.
Una posa che conosciamo tutti. Talmente nota che pure la chirurgia estetica la mima con potenti turgori e labbra eternamente atteggiate nella faccia da papera.
Segno di prontezza al bacio, di labbra carnose, di sensualità. Spesso infatti associata a sguardi ammicanti e a caratteri sessuali come seno generoso o natiche veneree (callipigia!). La Duck Face è di per sé un mini intervento estetico, rende le ragazzine più grandi e le grandi ragazzine. Riesce a creare una rugosità standard, convogliata nella sfera labiale e mentoniera, ingrandisce inevitabilmente gli occhi, traziona e annulla le rughe più visibili. Avremo tutti le stesse rughe. Oppure nessuna. Altra idiosincrasia dei tempi. La persona così atteggiata, senza più età, carica di sensualità è pronta per la condivisione social, come le star, come le influencer. Perché "se non posso essere come loro posso almeno fare quello che fanno loro. Perché con una faccia così già ti ho detto chi seguo e quale è il mio sistema di valori." Un segno di appartenenza, di caratteri sessuali, una livella anagrafica che porta tutti ad un'età indefinita ed imprecisa in cui siamo tutti metà adulti e metà bambini.
"Le labbra non pronunciano sempre ciò che il cuore vorrebbe, ma conservano la forma delle parole che non riescono a uscire."
"Le labbra non pronunciano sempre ciò che il cuore vorrebbe, ma conservano la forma delle parole che non riescono a uscire."
Emily Dickinson